La questione della continuità di tradizione è d'importanza fondamentale nella ricostruzione degli spazi comunicativi plurilingui. Essa dev'essere trattata in modo interdisciplinare, secondo un procedimento induttivo, dettato dai dati. Nonostante la tensione a riunire le forze di diverse discipline, però, si fatica ancora adesso a trovare delle risposte circa la questione dei sostrati preromani in area alpina, mentre si presenta di gran lunga più chiara la situazione di partenza del sostrato romanzo delle aree germanofona e slavofona: il cambio di lingua dal romanzo al tedesco costituisce, infatti, una costante storica che è addirittura possibile osservare al giorno d'oggi nei Grigioni. #Karte der Germanisierungsphasen des ganzen Alpengebiets?#
Il processo iniziò con il crollo dell'infrastruttura romana, avvenuto nell'anno 476. Il periodo che seguì questa data è stato ed è tuttora di grande interesse per la storia linguistica; a motivo della scarsa documentazione scritta ad esso relativa, però, la cooperazione con altre materie storiche, specialmente con l'archeologia, è indispensabile. Se è vero che esistono ancora enormi lacune nella ricerca, con Weindauer 2014 sono state, tuttavia, rielaborate le fonti archeologiche e onomastiche dell'Alta Baviera, della zona di Salisburgo e della Valle dell'Inn tirolese, dal VI all'VIII secolo. Si può, quindi, escludere "eine längere, grundlegende Siedlungsunterbrechung zwischen Römer- und Bajuwarenzeit" (traduzione: una più lunga e fondamentale interruzione d'insediamento tra epoca romana ed epoca baiuvara), poiché tutto pare indicare un "fließenden Übergang der Besiedlungsstruktur von der Spätantike zum Frühmittelalter" (traduzione: transizione graduale della struttura di popolazione dal tardo antico all'Alto Medioevo) (Weindauer 2014, 248). In ogni caso, permane una differenza graduale tra le aree menzionate riguardo al consolidamento scientifico: "Was bezüglich des Zusammenhangs spätantiker und frühmittelalterlicher Fundstellen für das oberbayerische Alpenvorland noch überwiegend theoretisch galt {...}, findet in den österreichischen Gebieten seine nachweisliche Bestätigung: Die frühmittelalterlichen Ortsgründungen des 6. Jhs. orientieren sich fast ausschließlich an spätrömischer Infrastruktur bzw. – soweit noch vorhanden – an der romanischen Siedlungsstruktur" (traduzione: ciò che valeva ancora eminentemente in maniera teorica riguardo al rapporto tra luoghi di ritrovamento del tardo-antico e dell'alto-medioevo per le Prealpi dell'Alta Baviera {...}, è confermato nelle regioni austriache: le fondazioni di luoghi dell'alto medioevo del VI secolo si orientano quasi esclusivamente all'infrastruttura della tarda antichità, così come – per quanto ancora esistente – alla struttura d'insediamento romana) (Weindauer 2014, 257).