La mediateca di VerbaAlpina contiene una vasta collezione di fotografie georeferenziate in costante crescita. Le immagini mirano ad un duplice scopo: da un lato esse rimandano a referenti concreti, con tutte le loro particolarità idiosincratiche spesso molto spiccate, soprattutto nel caso degli edifici; dall'altro, le foto servono ad illustrare un concetto nel modo più chiaro possibile, fungendo, così, da base per il rilevamento di ulteriori denominazioni del concetto stesso. Lo scopo di questa funzione non è, quindi, quello di riconoscere un referente specifico, come, ad esempio, una specifica baita; anzi, un riconoscimento di questo tipo risulterebbe piuttosto fastidioso, poiché, in questo caso, gli informanti tenderebbero a menzionare il nome proprio di un alpeggio anziché le generiche denominazioni del concetto. Tale rischio è, comunque, limitato: un malinteso fondamentale risulta, in fondo, solo nei casi in cui gli informanti riconoscano nella foto una persona da loro conosciuta. In questo caso, le caratteristiche individuali attirano l'attenzione dell'osservatore, tanto che la persona rappresentata viene chiamata spontaneamente e istintivamente da questi con il suo nome – ("Ma questo è Willi!") – anziché con la funzione che essa esercita nella fotografia (CACIAIO). A rigor di logica, l'uso di disegni idealizzati da utilizzare al posto di fotografie di oggetti e soggetti concreti sarebbe più adatto per il rilevamento delle diverse denominazioni. Ciò è, tuttavia, destinato a fallire, a causa dell'assenza di modelli adeguati a tale scopo.
Tutte le rappresentazioni dei referenti sono connesse con le categorie "concetto" e "denominazione" attraverso il database di VA.