Il termine CONTROLLO DI AUTORITÀ ha origine nella disciplina della biblioteconomia. Nei cataloghi delle pubblicazioni, è essenziale poter identificarne gli autori senza alcuna ambiguità, al fine di poter assegnare le diverse opere al rispettivo autore, indipendentemente dalle possibili ortografie o dai cambiamenti di nome. La stessa necessità si presenta anche per quanto riguarda gli indici delle opere registrate da ogni biblioteca, per poter, ad esempio, identificare chiaramente termini geografici oggetto di diversi saggi e per poterli mettere in relazione tra loro. Queste necessità hanno portato alla creazione di corrispondenti liste onomasiologiche, le quali, in un primo momento, sono state gestite localmente dalle singole biblioteche.
La possibilità di collegare a livello tecnico i contenuti delle banche dati in rete risale agli anni Settanta. Questa operazione necessitava, però, allora, di un adattamento dei singoli elenchi gestiti fino a quel momento individualmente dalle biblioteche. A tal fine, a partire dagli anni Ottanta (le prime progettazioni risalgono, in ogni caso, agli anni Settanta), le singole biblioteche iniziarono ad adattare le proprie liste e a creare elenchi comuni di persone e di parole chiave, per ottenere una certa omogeneità tra biblioteche. Nel corso del tempo, sono stati creati elenchi tematici separati: un indice di persone (Personennamendatei, PND), un indice di organismi (Körperschaftsdatei, GKD) e un indice di parole chiave (Schlagwortnormdatei, SWD). Tuttavia, si è reso evidente come la separazione tematica fosse poco utile, soprattutto perché sia gli individui che gli organismi possono figurare non solo come autori o redattori, ma possono essere anche l'oggetto stesso delle pubblicazioni: per questo motivo, essi devono essere presi in considerazione anche nella creazione degli indici per le parole chiave. Tra il 2009 e il 2012, allora, i tre indici separati sono stati riuniti attraverso un'operazione effettuata dalla Biblioteca Nazionale Tedesca e dalle associazioni bibliotecarie di lingua tedesca, formando il cosiddetto ''Common Standards File'' (GND). A partire dal 2012, questo file è disponibile al pubblico in diversi formati (MARC 21 Authority, MARC21-xml und RDFxml) ed è sempre più utilizzato nella creazione di indici anche al di fuori del sistema bibliotecario. Così, il controllo di autorità è registrato anche nei progetti digital humanities dell’ITG (Gruppo Tecnologia dell'Informazione delle Scienze Umane) BMLO (Bayerisches Musiker-Lexikon online) e Kaiserhof, e viene utilizzato per l'identificazione univoca delle persone.
All'indirizzo http://ognd.bsz-bw.de/ del Servizio Bibliotecario del Baden-Württemberg viene messo a disposizione un utile strumento per la ricerca all'interno del GND. I file conformi al GND sono gestiti da istituzioni, soprattutto da biblioteche situate in tutto il mondo. Il progetto VIAF (Virtual International Authority File), avviato congiuntamente da DNB e dalla Library of Congress, esiste dal 2003 ed ha come obiettivo quello di riunire le banche dati in un unico sistema, per renderle disponibili al pubblico.
Anche se il sistema del controllo di autorità consente, teoricamente, l'identificazione univoca di persone e concetti, la concreta fruibilità dello stesso dipende dalla sua attuazione tecnica all'interno dei cataloghi elettronici delle biblioteche. Ad esempio, nei cataloghi della DNB e della Bayerische Staatsbibliothek (BSB), la ricerca del termine “Homère” dà risultati contenenti solamente l'ortografia tedesca “Homer”. Attualmente (nov. 2018), però, attraverso un click sul nome dell'autore, è possibile accedere all'elenco dei titoli relativi non solo al singolo individuo in questione, ma anche ad autori che portano lo stesso nome.
Nonostante il concetto di controllo di autorità sia da ricondurre all'ambiente della biblioteconomia, nel corso del tempo esso si è esteso anche ad altri settori. A titolo esemplificativo, si possono nominare i seguenti progetti: Geonames (Entità Geographica), Pleiades (Entità antica Geographica), o Glottolog (Entità lingue del mondo).
Tra l'altro, il controllo di autorità è molto importante per l'interoperabilità richiesta dall'iniziativa FAIR. Oltre a creare un indice dei contenuti dei cataloghi bibliotecari, attraverso la definizione di un controllo e l'assegnazione di un identificatore alfanumerico, è possibile collegare in maniera logica e tecnica i dati presenti in banche dati separate.
Dal punto di vista metodologico, VerbaAlpina auspicherebbe la creazione di un controllo di autorità per le categorie "tipo morfo-lessicale" (⇒ tipizzazione) e "concetto". Questo permetterebbe di contrassegnare ciascuna di esse con uno specifico identificatore. In questo modo, i dati lessicali potrebbero essere collegati tra di loro in tutto il mondo e, nel caso dei concetti, il collegamento si effettuerebbe indipendentemente dalla singola lingua. Tuttavia, ad oggi, approcci di questo genere si osservano solo occasionalmente. Nei database strutturati del progetto Wikidata, ad esempio, vengono assegnati i cosiddetti ''Q-ID'' che identificano in modo univoco concetti non linguistici, fornendo, così, un riferimento comune e identico per i diversi articoli, nelle diverse versioni linguistiche di Wikipedia su uno stesso argomento: il concetto ALMHÜTTE è identificato in Wikidata con il Q-ID Q2649726; questa voce in Wikidata si riferisce agli articoli di Wikipedia assegnati, ad oggi, per un totale di sette lingue diverse (ottobre 2018). Dei 2629 concetti attualmente registrati da VerbaAlpina (ottobre 2018), esattamente 400 sono stati finora contrassegnati da un Q-ID. Qualora disponibili, i Q-ID vengono registrati nel database del progetto, ma un'identificazione sistematica, analoga a quella operata in Wikipedia e Wikidata, però, sembra non esistere ancora. Le L-ID per le denominazioni delle lingue sono state assegnate solo in maniera grossolana e non è chiaro se si intendano creare dei tipi definiti in modo più preciso.
Sulla base del modello degli ID del controllo di autorità, VerbaAlpina assegna i propri identificatori per le categorie di dati (entità) "concetto", "tipo morfolessicale" (vedi Tipizzazione) e "comune", che possono essere collegati ad altri sistemi di controllo di autorità già stabiliti come i Q-ID del progetto Wikidata attraverso una semplice mappatura. VerbaAlpina si sta, inoltre, impegnando nell'inclusione della categoria di dati "tipo morfolessicale" nel sistema Common Standards File (GND). La prospettiva esiste, soprattutto perché il GND deve essere ampliato in termini di contenuto e struttura, ed adattato alle esigenze della scienza, delle istituzioni culturali generali e degli individui. La conferenza GNDCon 2018 prevista per dicembre 2018 è destinata a fungere da momento di discussione proprio a questo scopo. I membri della Biblioteca Universitaria di Monaco e dell'ITG porteranno avanti in questa sede gli interessi di VerbaAlpina.
La GND distingue attualmente le seguenti entità: Organismo (Sigla: b), Conferenza (f), Geografia (g), Persona (non individualizzata) (n), Person (individualizzata) (p), Concetto (s) e Opera (u) (https://wiki.dnb.de/download/attachments/90411323/entitaetenSatztypen.pdf). Un documento DNB della categoria "Working aids for the common standards file (GND)" afferma inoltre che per la categoria "lettere, morfemi, parole come oggetto di indagine linguistica", il codice specifico dell'entità "slz" è inteso come sottocategoria dell'entità "nozione". È ovvio, allora, pensare che i dati di VerbaAlpina dovranno essere collegati a questa categoria.
Letteratura:
Capellaro 2003