Informazioni generali sul file normativo comune (GND)
In fondo, l'esplorazione bibliotecaria dei contenuti si basa su due pilastri:
- Tramite le classificazioni si può fare un (approssimativo) ordinamento (DDC) ed inoltre si può organizzare un'elenco di letteratura nelle partecipazioni ad accesso libero (RVK).
- Tramite l'aggiudicazione di parole chiavi, oppure catene di parole chiavi (non più en vogue), si può descrivere il contenuto di un'opera più in dettaglio (GND).
Nel file normativo comune (GND) sono stati congiunti i file normativi precedenti, il GKD (file comune corporativo), il SWD (file normativo di parole chiavi) e l'EST (titolo uniforme dell'archivio di musica tedesco) nel 2012.
La prececente differenziazione in dati normativi per la catalogazione formale e dati normativi per la catalogazione semantica è dunque stata abbandonata. Oggi c'è una registrazione per entità che può essere utilizzato in entrambi i contesti.
La prassi di catalogazione e d'aggiudicazione
- Gli indicizzatori formali, cioè bibliotecari, che rilevano i metadati formali di una risorsa (p.es. autore, titolo, anno di pubblicazione, ecc.) sono incitati a collegare almeno le persone collegate con la risorsa (p. es. autore, curatore, personaggi celebri, ecc.) con la registrazione nel GND (file normativo comune). Così, la persona viene identificata in modo inequivocabile. Se una persona non è archiviata nel file normativo comune (GND), viene compilata una nuova entità di persona. Per questo, un set predefinito con informazioni da identificare (p.es. dati biografici, professione, istituzione associata, ecc.), che preferibilmente è desunto dalla risorsa presente, viene rilevato. Anche il curriculum di una persona pubblicato sul sito web d'un istituto può p.es. essere una fonte di informazioni relativa.
- Gli indicizzatori semantici sono bibliotecari che desumono il contenuto di una risorsa. Riguardo a ciò, si appoggiano sul titolo di una risorsa, ma non solo. Spesso, le risorse hanno dei titoli realizzati artisticamente che non permettono illazioni sul proprio contenuto. Per questo, gli indicizzatori semantici di solito procedono così: Tramite il titolo, l'indice, la prefazione, l'introduzione, la conclusione, ecc., si procurano una visione d'insieme sul contenuto. Successivamente, lo riassumono in una manciata di parole d'ordine. Per la ricerca di parole d'ordine è adatto p.es. OGND.
Il GND (file normativo comune) collauda contemporaneamente dei metodi con cui delle parole d'ordine possono essere assegnate.
Sul GND (file normativo comune) nel contesto di normalizzazione e scambio di dati
Le biblioteche hanno cominciato già abbastanza presto a scambiare i loro dati di catalogazione tra di loro. Per questo serve un formato (di scambio) unitario (MARC) e un vocabolario (GND) che uniforma le denominazioni e, contemporaneamente, rimedia il problema di sinonimi, omonimi, ecc.
Da qualche anno, i dati non vengono più scambiati solo tra le biblioteche, ma anche tra le diverse istituzioni culturali e scientifiche. Nel corso di questo, il file normativo comune (GND), come una fonte di dati normativi, viene impiegato anche dai musei, dagli archivi, ecc.; così, il GND è diventato importante per i digital humanities. (cfr. il progetto GND4C: https://www.dnb.de/DE/Professionell/ProjekteKooperationen/Projekte/GND4C/gnd4c.html).
L'uso dei dati normativi, in particolare del GND, permette agli aggregatori di dati come la biblioteca digitale tedesca (Deutsche Digitale Bibliothek) oppure bavarikon di collegare oggetti di settori diversi tra di loro. Così, si può migliorare la loro reperibilità.
Il seguente esempio (fittizio) dimostra il vantaggio del file normativo comune (GND) in questo contesto:
Su bavarikon c'è p.es. un ritratto di Martin Lutero e contemporaneamente una moneta con il ritratto di Martin Lutero. Tutti e due gli oggetti hanno Martin Lutero come "tema"; però, possono essere rapportati (in modo semplice) dal sistema solo se in tutti e due i casi nella casella dc:subject non è solo registrato una stringa, ma un'identificatore evidente, p.es. la GND-ID (118575449). Se vengono usate stringhe invece dell'identificatore, può essere che si differenzino. In questi casi, si verrebbe riferito alla stessa persona, però i loro identificatori si differenzierebbero. Dando un'occhiata alla colonna "Andere Namen" (altri nomi) del record GND, si vede che non è molto improbabile: http://d-nb.info/gnd/118575449. Per un essere umano non è molto difficile congiungere queste stringhe divergenti, però per una macchina è un grosso ostacolo.
Il file normativo comune (GND) nel contesto di Linked Data
Anche se adesso il GND viene anche più spesso usato fuori delle biblioteche, il formato del record GND (MARC) è molto specifico del dominio e non viene utilizzato fuori del mondo dellla biblioteca. La ontologia GND è un tentativo di tappare questo buco per rendere il GND utilizzabile anche per l'uso nel Semantic Web, perché:
„The need for name disambiguation and entries having an authoritative character is an issue that concerns a lot more communities than the library world. In a growing information society the unique identification and linking of persons, places and other authorities becomes more and more important. The GND Ontology aims to transfer the made experience from libraries to the web community by providing a vocabulary for the description of conferences or events, corporate bodies, places or geographic names, differentiated persons, undifferentiated persons (name of undifferentiated persons), subject headings, and works.“
Una ontologia consta dei componenti seguenti:
- Concetti/classi riuniscono le istanze reali con caratteristiche comuni; p.es. "Schlagwort" (slogan);
- Istanze/concetti che rappresentano i propri oggetti, p.es. Butter, identificati tramite l'URI globale http://d-nb.info/gnd/4009236-7;
- Relazioni collegano i concetti e le istanze; p.es. Butter viene dimostrato tramite il seguente costrutto come oggetti della classe SubjectHeadingSensoStricto“ (una sottoclasse della classe slogan):<rdf:Description rdf:about="http://d-nb.info/gnd/4009236-7"><rdf:type rdf:resource="http://d-nb.info/standards/elementset/gnd#SubjectHeadingSensoStricto"/ß> (cfr. http://d-nb.info/gnd/4009236-7/about/rdf).
Un vantaggio di Linked Data è che l'informazione codificata è indipendente dalla lingua. Nel esempio suddetto l'oggetto, che viene rappresentato dal concetto Butter, o in altre parole il real world object BUTTER, viene descritto in modo più dettagliato dalle proprietà (Properties). La stringa Butter appare nel file RDF, ma solamente come una proprietà della risorsa Butter:
<gndo:preferredNameForTheSubjectHeading rdf:datatype="http://www.w3.org/2001/XMLSchema#string">burro</gndo:preferredNameForTheSubjectHeading>
In un caso d'uso in cui si avrebbe bisogno dell'analogia italiana oltre al concetto tedesco Butter, si potrebbe formare un'altra tripletta (RDF è basato su triplette), p.es. costituito dalla risorsa http://d-nb.info/gnd/4009236-7 come soggetto, rdfs:label xml:lang=“it“ come predicato ed il litterale (stringa) burro.
Supposto che la Biblioteca Nazionale Firenze proceda con il suo Nuovo Soggetario Thesaurs similmente come la DNB con il GND, si potrebbe collegare la risorsa Butter nel GND con la risorsa burro nel Nuovo Soggetario Thesaurus, p.es. tramite la proprietà owl:sameAs, per esprimere che in tutti e due i casi lo stesso real world object BUTTER viene descritto.
Con la proprietà <skos:broadMatch rdf:resource="http://zbw.eu/stw/descriptor/14957-0"/> vengono p.es. collegate le risorse Butter del GND e la risorsa Streichfett del ZBW.et cetera
Identifikationsnummer
Deutsche Nationalbibliothek