Il progetto VerbaAlpina si propone di analizzare le Alpi come un unico complesso culturale, partendo dal presupposto che sia possibile riscontrare delle tecniche culturali comuni a tutta l'area alpina. Le ragioni di tale assunto risiedono nell'adattamento degli uomini a condizioni di vita identiche, o, quantomeno, molto simili, in alta montagna, e nella conseguente diffusione di pratiche e tradizioni comuni a popoli diversi. Dal momento che questi elementi comuni si manifestano chiaramente nella lingua, attraverso le relative denominazioni, non è opportuno descrivere la specifica cultura alpina nell'ambito troppo ristretto delle singole comunità linguistiche, in modo, per così dire, "top-down", cioè dall'alto verso il basso, attraverso una griglia di punti d'inchiesta in regioni linguistiche o dialettali definite a priori (approccio solitamente corrispondente alle pratiche care alla dialettologia, disciplina che mira alla descrizione più completa possibile di singole regioni e, idealmente, di varietà specifiche).
Nell'ottica di una geolinguistica plurilingue che vada oltre i confini della lingua dovranno, invece, essere individuate le regioni di diffusione di tradizioni culturali e delle loro denominazioni linguistiche, attraverso un approccio induttivo e "bottom-up", ovvero dal basso verso l'alto, accumulando il maggior numero possibile di attestazioni locali.
Uno dei principi fondamentali di VA è quello di impiegare esclusivamente dei dati geo-referenziabili e di non specificare eventuali ulteriori macro-categorie, ad eccezione dell'eventuale appartenenza delle località alla Convenzione delle Alpi, la quale viene, in tal caso, sempre indicata. I dati complementari possono, inoltre, contribuire a definire la regione alpina come spazio culturale, fornendo informazioni storiche o attuali sull'organizzazione sociale degli abitanti e/o sullo sviluppo delle infrastrutture di base, oltre che sulla gestione dello spazio. Riguardo alla ricostruzione storica dello spazio culturale alpino è, infine, auspicabile confrontare le aree di persistenza archeologica con le zone relative ai ''relitti linguistici'' analizzati, per poi rappresentare quantitativamente questo confronto sotto forma di cartografia combinata; a questo proposito, cfr. Häuber/Schütz 2004a, da un punto di vista archeologico in generale, e, ancora, l'esemplare ''Atlante degli strati urbani di Colonia'' (cfr. Häuber/Schütz/Spiegel 1999 e Häuber u.a. 2004).