Il progetto VerbaAlpina è stato pensato fin da principio tenendo presente la sua necessaria conformità al web. Questo perché il progetto vuole contribuire significativamente al trasferimento delle solide tradizioni umanistiche, più precisamente della geolinguistica, nelle cosiddette Digital Humanities (informatica umanistica) (cf. Krefeld/Lücke/von Ehrlich 2014, Jannidis/Kohle/Rehbein 2017, Krefeld 2020b). Sebbene questa espressione sia oramai pienamente accreditata, i termini che la compongono non risultano auto-esplicativi e meritano, dunque, un'ulteriore osservazione di tipo metodologico.

(1) Il termine Digital comporta una serie di complesse implicazioni:

(2) Con la parola Humanities si intende una specifica concezione dell'oggetto di ricerca, il quale, se preso in esame esclusivamente secondo la visione filologica tradizionale, non risulterebbe adeguatamente e pienamente analizzato. La tradizione filologica incentrata sul testo è stata, difatti, sorpassata dalle aree della linguistica che si occupano della lingua parlata. In relazione al progetto VerbaAlpina, tuttavia, il solo parlare di digital linguistics risulterebbe troppo restrittivo, in quanto, sebbene al centro della ricerca vi siano i dati linguistici, è chiaro che vi vengano inclusi anche dei dati extra-linguistici, indispensabili per la comprensione storica delle relazioni geolinguistiche.