Stando ai dati ricavati tramite lo strumento del Crowdsourcing, comprendiamo che il tipo morfo-lessicale ''Beil'' 'accetta' sembra essere la denominazione comune del termine ''Axt'' 'scure' nell'area linguistica alemanna. Tuttavia, anche lo stesso tipo morfo-lessicale ''Axt'' pare essere di uso comune in quest'area. In questo caso bisogna, però, prendere in considerazione un tipo di variazione più semantica che lessicale; ecco cosa spiega il dizionario svizzero Idiotikon nell'articolo sul termine
Bīel circa la differenza tra i termini
Bīel e
Ax(t) (
vgl. Idiotikon s.v. Bīel), presente nell'articolo sul termine
Ax: „Aber meistens wird unterschieden: die Axt hat [einen] länger[e]n Halm, aber [eine] schmalere Schneide und dient besonders auch zum Schlagen mit dem Rücken“ – 'Il più delle volte si opera, tuttavia, una distinzione: la scure ha un manico più lungo, possiede una lama più stretta e, soprattutto, la parte opposta alla lama può essere impiegata per dare dei colpi agli oggetti'. Questa differenza è probabilmente poco conosciuta ai crowders, o, forse, ritenuta poco rilevante, dal momento che la lavorazione del legno non è un'attività che rientra nella vita di tutti i giorni.
Anche dal punto di vista della lingua standard vi è una differenza tra una Axt 'scure' intesa come „Werkzeug mit schmaler Schneide und langem Stiel, besonders zum Fällen von Bäumen“ – 'attrezzo dalla lama sottile e dal lungo manico, impiegato soprattutto per l'abbattimento degli alberi' (cfr.
Duden s.v. Axt) ed un Beil inteso come „einer Axt ähnliches Werkzeug mit breiter Schneide und kurzem Stiel, besonders zum Bearbeiten von Holz und Fleisch“ – 'un attrezzo simile alla scure, dalla lama più ampia e dal manico corto, impiegato per la lavorazione del legno e della carne' (cfr.
Duden s.v. Beil).
Per quanto riguarda la forma della parola, essa è stata attestata in alto tedesco antico come
bîhal (cfr.
AWB s.v. bîhal), parola rintracciabile solo in tedesco e olandese, secondo l'AWB. Ciononostante, in alcune lingue celtiche esistono degli equivalenti lessicali: in irlandese antico, ad esempio, con la parola
bíail, biáil; o in gallico, con la parola
bwyall, bw(y)ell (cfr.
Kluge s.v. Beil).
Seebold, Elmar (2012): Kluge. Etymologisches Wörterbuch der deutschen Sprache, Berlin, DeGruyter