Questo tipo morfo-lessicale è attestato, oltre che in lingua franco-provenzale ed in occitano, anche in catalano e in corso (brocciu) (cfr. TLFi, brousse 2). Considerata questa distribuzione del tipo, la possibile derivazione dal gotico precedentemente ipotizzata è decisamente poco plausibile (specie nel caso della Corsica), così come lo è a livello onomasiologico (LAVORAZIONE DEL LATTE, nello specifico: FORMAGGIO FRESCO DA LATTE DI PECORA E CAPRA). Molto più convincente risulta, invece, la proposta di Ernest Schüle, il quale suggerisce un'etimologia preromana, menzionata dal TLFi in un riassunto della storia della parola:
"D'apr. Brüch dans Z. rom. Philol. t. 35, p. 635, GAM. Rom.1t. 1, p. 369, t. 2, p. 38 et Gamillscheg dans Z. rom. Philol. t. 40, p. 148, ce groupe de mots est issu du got. *brǔkja « ce qui est brisé », dér. du got. gabruka « morceau » (FEIST, s.v. gabruka; KLUGE20, s.v. Brocken). E. Schüle dans Pat. Suisse rom., s.v. brochyè, estime au contraire qu'un terme got. peut difficilement s'être implanté dans le vocab. laitier des Alpes, et propose une base préromane *brottiare, d'orig. inconnue.”

('Secondo Brüch e Gamillscheg – si vedano rispettivamente il Z. rom. Philol. t. 35, p. 635, GAM. Rom.1t. 1, p. 369, t. 2, p. 38; e Z. rom. Philol. t. 40, p. 148 – questo gruppo di parole deriva dal gotico *brǔkja «ciò che è rotto», proveniente a sua volta dal gotico gabruka «pezzo di qualcosa» (FEIST, s.v. gabruka; KLUGE20, s.v. Brocken 'pezzo'). Nel Pat. Suisse rom., s.v. brochyè, E. Schüle ritiene, al contrario, che difficilmente un termine gotico si sia potuto introdurre nel vocabolario lattiero alpino, e propone, quindi, *brottiare, una base preromana di origine sconosciuta” (TLFi).