/Questo concetto sembra derivare o dal protolatino o dal gallico. La breve nota online nel Kluge dice:
"Zieger. Sm 'quark' per. wobd. (Cinquecento), mhd. ziger, spahd. ziger. Un vernacolo alpino. Derivazione non chiara."
Hubschmied 1936 1936, 93-95 ha considerato più a fondo l'etimo gallico *tsigros ossia *tsigronos 'secondo riscaldamento'; la seconda forma è necessaria per spiegare il tipo morfo-lessicale romancio con suffiso accentato (Tschagrun). Ormai la datazione offerta dal Kluge è sorpassata, perché la parola è stata documentata più volte nelle Consuetudines del monastero Hirsau alla fine del undicesimo e inizio dodicesimo secolo (cfr. Bulitta 2018, 203). L'inserzione di Hubschmied non subisce alcun affievolimento. Anche la restrizione per l'alemanno ("wobd") da parte del Kluge deve essere corretta per le attestazioni tirolesi sulla mappa di VA.
Hubschmied, Johannes (1936): Ausdrücke der Milchwirtschaft gallischen Ursprungs: dt. "senn, ziger," lomb. "mascarpa, maoka, matü", Bern, in: Vox Romanica, vol. 1, Francke, 88-105
LinkBulitta, Brigitte; Mikeleitis-Winter, Almut (2018): Vom Schweigen der Mönche
Volkssprachige Bestandteile im Signa-loquendi-Kapitel der
Consuetudines Hirsaugienses und das Althochdeutsche, Berlin, in: Sprachwandel
im Deutschen.
Herausgegeben von Luise Czajkowski, Sabrina Ulbrich-Bösch
und Christina Waldvogel, De Gruyter, 181-212
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