L'etimo del tipo di base
crama è di origine gallica. La prima attestazione risale al VI secolo ad opera di
Venazio Fortunato; esso apparve nuovamente in una glossa e in alcune ricette mediche nel IX e nel X secolo. Il significato di questo tipo di base è in primo luogo quello di
RAHM.
È interessante fare alcune considerazioni sullo sviluppo della parola negli affini francesi: nel francese antico è attestata, come prevedibile, la forma
craime , 'crema del latte'; A partire dal XIII secolo, però, si registra in francese medio la forma
cresme, indicante 'la parte più spessa del latte che viene a galla quando lo si lascia riposare per poi fare il burro' (si veda
FEW 2, 1271.1274,
s.v. crama. È qui necessario soffermarsi sulla
s apparsa in questa forma, di cui un'odierna manifestazione è offerta dalla
ê presente nell'ortografia standard del francese contemporaneo (
crême); per spiegarne la presenza, bisogna infatti fare riferimento all'incrocio-interferenza con la parola ecclesiastica
chrisma 'unzione', dal greco
χρῖσμα.
Nel francese moderno si stabilì la forma
crème, da cui fu presa in prestito la parola
crema in italiano (si veda il
DELI 1: 295).
Il tipo di base
crama fu, invece, tramandato soprattutto nella lingua piemontese, nel lombardo e nel retoromanzo, sebbene vi sia stata una sostituzione data dalla sonorizzazione del suono iniziale
cr- in
gr-, un po' come accaduto nel sursilvano
groma e nel romancio dell'Engadina
gramma (cfr.
HWdR, 381).
Il tipo lessicale tedesco
Rahm è anch'esso da ricondurre al tipo di base
crama; sulla base dei contatti linguistici in area alpina è possibile proporre una nuova forma di derivazione. Il
Kluge 2011,
s.v. Rahm offre una ricostruzione della storia della parola, da un punto di vista indoeuropeo:
"Rahm s, m 'panna', tedesco standard
(XI sec.), alto-tedesco medio roum,
basso-tedesco medio rōm(e). Dal
germanico occidentale *rauma- m. ‛
panna’, si ottenne anche
rēam in
inglese antico; si nota l'apofonia, infine, nel
nordico antico rjúmi.
Assumendo che si parta da *raugma-, allora il termine in
lingua avestica raoγna- n., sarà comparabile con
raoγniiā- f. 'burro'. Altra origine incerta.
La forma nel nuovo alto-tedesco si basa su una voce dialettale, nella quale il nesso vocalico
ou dell'
alto-tedesco medio si ridusse alla vocale
ā. Nei luoghi in cui vi è una differenza semantica tra
Rahm e
Sahne, la parola si riferisce al concetto di
'panna acida'. Si vedano le derivazioni:
entrahmen;
abrahmen. Si rimanda, infine, al termine in
nuovo nederlandese room." (
Kluge 2011, Online v.
s. Rahm 1)
In questo approccio, le relazioni dialettali non vengono prese in considerazione; tuttavia, è da tenere in conto il fatto che nella regione alpina romanza sono ampiamente diffusi il tipo francese
crème e quello italiano
crema (nello specifico a Sud del confine linguistico germanico-romanzo) (cf.
cartina crama.
I corrispondenti tipi fonetici con le varianti vocaliche tonali [æ], [e], [o] e [a] rimandano comprensibilmente alla forma di partenza comune [a], l'innalzamento della /a/ tonica a [e], o anche in [æ] in sillaba aperta o l'arrotondamento di /a/ ad [o] prima delle labiali passa totalmente inosservato. Risulta così il tipo di base
crama, di origine gallica, cioè celtica (si confronti
FEW 2, 1271-1274,
s.v. crama); questo termine è inoltre attestato in
Venazio Fortunato (*540-600/610), il quale nacque a Valdobbiadene (area alpina sud-orientale, a Nord di Treviso).
Ora, sarebbe poco plausibile spiegare l'area in comune dei tipi tra loro sinonimi del tedesco
Rahm e del romanzo
crama come una fortuita coincidenza. Piuttosto, si dovrebbe ricollegare il tipo di base tedesco a quello gallo-romanzo.
La riduzione del suono latino-romanzo ad inizio di parola da [kr-] al tedesco [r-] è un fenomeno riconducibile al fatto che "la
h- che precede consonante in lingua tedesca scomparve nel IX secolo" (
FEW 16, 249,
s.v. *hrokk), così come dimostrato dalle innumerevoli attestazioni di altre forme analoghe. È fuor di dubbio che, nei primi tempi di contatto linguistico tra germanico e lingua romanza, la variante [hr-] esistesse ancora: il francese
froc 'saio', infatti, non è da ricollegare all'antico alto-tedesco
roc, bensì a
hroc, con una sostituzione della laringale da parte della fricativa labiodentale. Il Kluge aggiunge in proposito:
"
Rock[.] sostantivo, maschile, tedesco standard
(IX secolo), medio alto-tedesco roc, rok,
alto-tedesco antico (h)roc,
sassone antico rok [.] Da
germanico occidentale *rukka- m. ‛
Rock’, anche
frisone antico rokk. Le forme non germaniche sono comparabili con l'
irlandese antico rucht'tunica',
gallese rhuchen 'cappotto'. Il resto è poco chiaro.
Esiste anche una variante con
hr- come suono inziale in
sassone antico hroc,
frisone antico hrokk, il quale ha probabilmente portato, tramite la mediazione del francese, al formarsi di
Frack (cfr.
Kluge 2011, online,
s.v. Frack)]]. Si veda anche
nuovo nederlandese rok." (
Kluge 2011, online,
s.v. Rock).
Allo stesso modo è possibile spiegare la coesistenza del termine inglese horse e del tedesco Ross, germanico *hrussa (cfr. Kluge 2011, s.v. Ross) e il tedesco röcheln accanto al nuovo islandese hrygla 'sonagli in gola', lettone kraũkât 'tossire, sputare il catarro' dall'indogermanico *kruk- 'russare', 'rantolare', 'grugnire' (si veda Kluge 2011, s.v. röcheln e simili).
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